Ti trovi in:

Tributi: le scadenze di dicembre a confronto con altri periodi

Roma, 15 dicembre 2014

Entrate tributarie del mese di dicembre

Il 16 dicembre scadono i termini per il versamento di Imu, Tasi, ritenute Irpef dipendenti, ritenute Irpef autonomi, imposta sostituiva legata alla rivalutazione del Tfr, ritenute sui bonifici riconducibili alle detrazioni Irpef. Chi è tenuto a farlo, il 29 dicembre pagherà anche l’acconto IVA.
In particolare il pagamento delle imposte sugli immobili IMU/TASI è da effettuarsi entro il 16 dicembre dell’anno corrente, a saldo. La prima rata IMU (o le prime 2 rate di acconto per la TASI che poteva essere versata in 3 rate) sono già state effettuate dai contribuenti negli scorsi mesi: quindi gli importi ancora da versare corrispondono a circa la metà dei versamenti su base annuale per l’IMU e a circa 1/3 dei versamenti su base annuale per la TASI. Le scadenze del pagamento della TARI non sono omogenee sul territorio, poiché sono decise autonomamente da ciascun comune.
Considerando tutte le scadenze sopra menzionate, i versamenti di dicembre sono più elevati rispetto ai versamenti che affluiscono alle casse dell’Erario in altri mesi.
Tuttavia non si configura un picco particolarmente elevato di entrate tributarie: le entrate tributarie che affluiscono al bilancio dello Stato nel mese di dicembre rappresentano circa l’11% del totale annuo (nel mese di dicembre 2011 sono risultate pari all’11,3%, nel mese di dicembre 2012 sono state pari al 10,8%, nel mese di dicembre 2013, per effetto dello slittamento dei versamenti dell’IRES da novembre a dicembre, sono state pari al 15,8%).
Peraltro la concentrazione in una stessa data della scadenza per il pagamento di più tributi è stata concepita dal legislatore al fine di semplificare le operazioni di pagamento da parte dei contribuenti.

I tributi locali immobiliari

Con riferimento alle entrate sugli immobili, per il 2014, si stima un gettito IMU/TASI complessivo su base annua pari a 23,7 miliardi, tenendo presente che dal 2014 l’IMU è dovuta sugli immobili diversi dalle abitazioni principali (tranne le ‘prime case’ di lusso), mentre queste sono soggette alla Tasi. In relazione al prelievo IMU, si è registrato nel 2012 un gettito di 23,8 miliardi: il prelievo sugli immobili è rimasto dunque invariato tra il 2012 e il 2014 (il dato relativo al 2013 non è significativo in considerazione delle esenzioni una tantum previste dai decreti legge n. 102/2013 e n. 133/2013 per le abitazioni principali, i terreni e altre categorie di immobili).
In particolare per le abitazioni principali, l’IMU/TASI dovuta nel 2014 (pari su base annua a 3,4 miliardi di euro) è minore dell’IMU 2012 (circa 3,9 miliardi di euro): la riduzione complessiva è del 13,9%. Per i fabbricati diversi dall’abitazione principale i versamenti su base annuale dell’IMU/TASI 2014 risultano superiori del 4% rispetto all’IMU versata nel 2012. Per i terreni, i versamenti su base annua dell’IMU 2014 (la TASI non è dovuta) mostrano una riduzione del prelievo pari al 15% rispetto all’IMU 2012 (-6% per le aree fabbricabili e -42% per i fabbricati rurali).
Se si considerano i soli contribuenti persone fisiche per i quali è stato possibile abbinare l’imposta dovuta con le relative proprietà immobiliari (limitandosi ai fabbricati, senza considerare i terreni e le aree fabbricabili), nei 7.405 comuni che hanno deliberato aliquote ed eventuali detrazioni entro la scadenza del 10 settembre 2014, il prelievo medio IMU/TASI 2014 (versamenti in acconto e proiezione dei versamenti a saldo) risulta circa 676 euro, a fronte di circa 638 euro di IMU 2012. In particolare il prelievo medio per l’abitazione principale è diminuito passando da 226 euro per l’IMU 2012 a 204 euro dell’IMU/TASI 2014.

Esplora