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Padoan: "La Commissione Ue riconosce gli sforzi dell’Italia per le riforme strutturali"

Roma, 5 febbraio 2015 - La Commissione europea ha diffuso questa mattina le stime d’inverno sul quadro macroeconomico nell’Unione. La Commissione si aspetta che nel 2015 tutti gli Stati membri registrino una crescita dell’economia (+1,7% la crescita aggregata nel 2015 e +2,1% nel 2016). Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione stima il ritorno alla crescita dopo tre anni di recessione: +0,6% nel 2015, +1,3% nel 2016. Si tratta di stime in linea con quelle del Governo italiano, per il 2016 superiori alle precedenti previsioni.
La Commissione europea, inoltre, ritiene che la gestione delle finanze pubbliche impostata con la legge di stabilità 2015 consenta di ridurre il deficit dello Stato, che scenderebbe a 2,6% del PIL (dal 2,7% delle precedenti stime d’autunno).
La crescita del 2015 dovrebbe essere guidata dalle esportazioni, mentre la domanda interna – secondo la Commissione - crescerebbe ancora in modo modesto. Infatti l’incremento del reddito disponibile delle famiglie derivante dal calo dei prezzi energetici (e secondo il Governo anche dai bonus fiscali, come ha constatato recentemente l’Istat) non sarebbe immediatamente trasformato in consumi perché inizialmente impiegato nella ricostituzione dei risparmi erosi durante la crisi. È opinione del Governo che il miglioramento del clima di fiducia e l’aumento degli occupati possano stimolare una ulteriore ripresa dei consumi.

La prospettiva indicata dalla Commissione è che l’attuazione del programma di riforme avviato dal Governo e l’incremento degli investimenti – che hanno fatto registrare un significativo declino negli ultimi anni – possano sortire sulla crescita effetti positivi con possibili revisioni al rialzo delle previsioni.

Sul fronte del lavoro la Commissione stima un moderato incremento degli occupati nel 2015, mentre la disoccupazione resterebbe inalterata perché un maggior numero di persone sarà stimolata a cercare occupazione. L’aumento degli occupati sarà più consistente nel 2016 con un conseguente calo dei disoccupati, a dispetto dell’incremento della forza lavoro complessiva. La successione ripresa – occupazione è fisiologica: in presenza di una ripresa della produzione le imprese hanno la propensione a massimizzare l’impiego delle risorse disponibili prima di effettuare nuove assunzioni. Con il consolidamento della ripresa l’occupazione aumenterà.

La Commissione riconosce la validità degli interventi del Governo italiano sul fronte della riduzione delle tasse sul lavoro e sulle imprese, che si accompagna a una effettiva riduzione della spesa pubblica; quest’ultima è stimata in crescita soltanto perché, come ricorda la Commissione, il bonus Irpef – secondo i criteri statistici ufficiali – è classificato all’interno della spesa sociale.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha accolto con favore queste stime: “Il Governo ritiene che la Commissione abbia riconosciuto l’efficacia delle misure adottate e la validità degli argomenti tecnici presentati a supporto delle proiezioni del governo; infatti l’aggiustamento del saldo strutturale nella misura di circa ¼ di punto di PIL presente nella Legge di Stabilità è ora incorporato anche nelle previsioni europee. Inoltre la Commissione riconosce gli sforzi che abbiamo realizzato e che stiamo continuando a realizzare sul fronte delle riforme strutturali.”

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