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Governo e Commissione Ue concordano: in Italia crescono investimenti e occupazione, cala il debito

Roma, 03 maggio 2016 - La Commissione europea ha pubblicato questa mattina, come è consuetudine, le proprie previsioni economiche di primavera (la Commissione effettua stime sull’andamento dell’economia tre volte nel corso dell’anno: in autunno, inverno e primavera).

Per l’Italia in termini quantitativi le stime sono simili a quelle formulate dal governo e pubblicate nel DEF di aprile 2016. Per l’anno in corso la Commissione stima una crescita del prodotto interno lordo (PIL) sul 2015 pari all’1,1% (+1,2% la stima del Governo), mentre il deficit è stimato in riduzione dal 2,6% del PIL nel 2015 al 2,4% (2,3% secondo il Governo). Per quanto riguarda il rapporto tra debito pubblico e PIL, secondo la Commissione si stabilizza nel 2016 al 132,7% (stesso valore del 2015, mentre secondo il Governo dovrebbe ridursi al 132,4%). Per quanto riguarda la disoccupazione, la stima è che continui a diminuire nonostante vi sia una maggiore partecipazione al mercato del lavoro da parte di lavoratori che in passato avevano rinunciato alla ricerca di occupazione. Miglioramenti nella produttività dovrebbero contribuire al recupero di competitività del sistema paese così come gli investimenti che registrano – dopo l’inversione di tendenza del 2015 – una buona accelerazione: +3,2%.

Sul piano qualitativo la Commissione reputa che la bassa inflazione, l’aumento dell’occupazione e la riduzione delle tasse che si registrano in Italia siano destinati a sostenere il reddito disponibile delle famiglie e quindi a stimolare ancora i consumi. Positive anche le prospettive per il settore delle costruzioni e per gli investimenti in beni strumentali.

Se per un verso la bassa inflazione contribuisce a salvaguardare i redditi reali e il patrimonio delle famiglie, dall’altro lato frena il PIL nominale e quindi non consente di cogliere fino in fondo i benefici dell’aggiustamento in corso sulle finanze pubbliche. Infatti è sul PIL nominale che si calcolano tutti i parametri utili a misurare l’aggiustamento di bilancio (debito, deficit nominale e deficit strutturale).

Queste stime, che corroborano il quadro previsionale e le prospettive di finanza pubblica formulate dal Governo, confermano l’efficacia della politica economica italiana, orientata per un verso a garantire la correzione dei conti pubblici e per l’altro a sostenere la ripresa grazie a una rimodulazione di entrate e uscite più favorevole alla crescita. La politica economica si associa all’agenda di riforme strutturali che stanno cominciando a rimuovere gli ostacoli che per un lungo periodo hanno costretto il Paese a tassi di crescita molto bassi mentre si accumulava il pesante fardello del debito pubblico.

In sintesi, il Governo italiano e la Commissione europea concordano che vi sia finalmente una forte discontinuità con i recenti anni di crisi: entrambi prevedono crescita di investimenti, occupazione e prodotto interno lordo; diminuzione di deficit e debito.

A giudizio del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, “Questa strategia consente di garantire crescita economica e riduzione del debito pubblico. Utilizziamo le leve che abbiamo a disposizione nel quadro delle regole europee perché riteniamo che il rispetto delle regole sia fondamentale per ricostruire la fiducia reciproca in Europa. Al tempo stesso continuiamo a promuovere l’evoluzione delle regole perché siano sempre più efficaci nel fronteggiare i problemi che abbiamo davanti, a cominciare dalla necessità di dare risposte ai cittadini in termini di benessere e di lavoro”.

 

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