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L’app “BILANCIO APERTO” aggiornata con i dati del Rendiconto dello Stato 2017 e dell’Assestamento 2018 e l’Ecorendiconto

Roma, 17 luglio 2018 - Dall’Ecorendiconto ambientale all’Assestamento di Bilancio 2018. Sono sempre di più i documenti di finanza pubblica che tutti i cittadini possono consultare sul proprio smartphone o tablet con “Bilancio Aperto”, l’APP sviluppata dalla Ragioneria Generale dello Stato in collaborazione con Sogei. L’ultimo aggiornamento rilasciato (ricordiamo che l’applicazione è disponibile gratuitamente su Google Play Store e su Apple Store ed è anche scaricabile all’indirizzo web http://bilancioaperto.mef.gov.it/landing.html) offre la possibilità di consultare l’Ecorendiconto dello Stato pubblicato a giugno dalla Ragioneria e di navigare i dati del Rendiconto dello Stato 2017 e dell’Assestamento 2018, parallelamente all’esame dei disegni di legge in Parlamento. ‘Bilancio aperto’ è stata infatti progettata per rispondere alle esigenze addetti ai lavori, parlamentari, economisti, rappresentanti del mondo accademico, che vogliono essere aggiornati sui provvedimenti e avere la possibilità di navigare ed elaborare i dati, ma anche agli interessi dei cittadini che desiderino informarsi in maniera semplice e immediata sulla contabilità dello Stato.

Tra le nuove schede riassuntive e le infografiche rilasciate ci sono quelle sull’Ecorendiconto dello Stato del 2017. Le risorse finanziarie destinate dallo Stato per la protezione dell’ambiente e l’uso e la gestione delle risorse naturali sono ammontate nel 2017 a circa 4,7 miliardi di euro, pari allo 0,7% della spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato. Rispetto al 2016, la spesa ambientale in relazione alla spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato è rimasta sostanzialmente stabile.

Tutte le voci di dettaglio sono ora consultabili sull’app dove grafici a torta mostrano sia la ripartizione delle risorse tra i Ministeri sia tra i diversi settori ambientali. Nel complesso circa il 57% della spesa primaria ambientale è destinata alla “protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e di superficie” (29,7%), alle “altre attività di protezione dell’ambiente” (13,6%), alla “gestione dei rifiuti” (13,4%). Un altro 39% circa delle risorse si ripartisce tra “biodiversità e paesaggio” (11,3%), “uso e gestione delle acque interne” (7,5%), “protezione dell’aria e del clima” (5,3%), “gestione delle acque reflue” (4,5%), “uso e gestione della flora e della fauna selvatiche” (2,7%), “ricerca e sviluppo per la protezione dell’ambiente” (2,6%), “ricerca e sviluppo per l’uso e la gestione delle risorse naturali” (2,6%) ed “altre attività di uso e gestione delle risorse naturali” (2,6%).

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