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Sviluppo sostenibile e lotta al cambiamento climatico: gli impegni dell’Italia riconfermati dagli incontri all’ONU del ministro Tria

Roma, 17 aprile 2019 - È terminata lunedì la cinque giorni statunitense del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. Dopo aver partecipato agli incontri di Primavera del Fondo monetario Internazionale (FMI) e alle ministeriali del G7 e G20, il titolare del MEF ha preso parte, presso la sede dell’ONU, al Forum sul Finanziamento per lo Sviluppo dell’ECOSOC (Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite) dove è intervenuto nell’ambito del panel “Promoting inclusive growth and reducing poverty”.

Nel suo discorso Tria ha parlato dell’impatto della globalizzazione che tra l’altro “tende ad aumentare le diseguaglianze perché i 'perdenti' sono prima di tutto e molto probabilmente quelli con basse dotazioni di capitale, fisico e umano, e redditi bassi. Un maggiore accesso all'istruzione da parte delle famiglie a basso reddito può essere un mezzo efficace per aumentare l'uguaglianza delle opportunità e, nel lungo termine, per ridurre le diseguaglianze di reddito". Ma l'istruzione non basta ha evidenziato il ministro “perché, se non hai opportunità di lavoro adeguate, aumenta la pressione migratoria e la fuga dei cervelli. Quindi bisogna investire anche in infrastrutture e produttività".

A New York Tria ha avuto un colloquio con il vicesegretario generale dell’Onu, Amina Mohammed, alla quale ha espresso il sincero e non formale impegno dell’Italia a favore dello sviluppo sostenibile e della lotta al cambiamento climatico e ha sottolineato la necessità di aumentare gli investimenti pubblici e privati, di creare maggior coordinamento nell’azione delle banche come delle agenzie multilaterali.

Il ministro, infine, ha incontrato Yannick Glemarec, direttore del Green Climate Fund (GCF), il giovane e sofisticato fondo ONU che ha la missione di fare investimenti nei paesi in via di sviluppo impegnati anche a livello di piccole e medie imprese in progetti per la protezione del clima. Nel colloquio Tria ha annunciato l’intenzione di porre fine al più presto all’assenza dal Fondo di istituzioni finanziarie e agenzie per lo sviluppo italiane. Contrariamente a quanto avviene per esempio nel caso di Germania e Francia. “Abbiamo bisogno dei talenti e dei cervelli italiani” ha affermato Glemarec.

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